martedì 28 marzo 2017

GNOCCHI PESTO DI SALVIA

Al grido di "oggi gnocchi" porto in tavola gnocchi ripieni pomodoro e mozzarella al pesto di salvia e vi racconto qualche curiosità su chi ha prodotto questi gnocchi... ossia Pastificio Giovanni Rana


Leggete qui storia

RICETTA: FACILE
TEMPI: 15 minuti

Ingredienti:
gnocchi pomodoro e mozzarella
salvia
parmigiano
sale, pepe
olio di oliva
pinoli

Preparazione:
Lavate e pulite le foglie di salvia per preparare il pesto. Frullate insieme a parmigiano grattuggiato, olio di oliva, sale e pepe, aggiungete qualche pinolo.
Fate saltare in padella i gnocchi per alcuni minuti con un pò di burro e poi unite il pesto di salvia.
Spadellate e servite.
Non vi dico che profumo emanano! Squisito abbinamento tra salvia e pomodoro del ripieno.



PESCE D'APRILE

Tra qualche giorno sarà il 1 aprile, atteni perciò agli scherzi! 
Sapete da dove deriva questa usanza?
Il 1 aprile si deve stare attenti perchè gli scherzi sono dietro l'angolo e al grido di "pesce d'aprile" attaccato sulla schiena molti di noi se ne vanno in giro beffati dagli amici.
Questa è una delle usanze più antiche che riguardano un pò tutta Europa, ci accomuna infatti ad altri popoli che in questo giorno sono soliti combinare scherzi agli amici. 
Mi sono informata prima di scriver il post e ho trovato diverse spiegazioni, la più plausibile per me è questa che deriva dall'usanza risalente al 1500 anno in cui entrò in vigore il calendario Gregoriano che spostava il primo giorno dell'anno da fine marzo-aprile a gennaio. Molte persone però si ostinavano ancora a festeggiare la vecchia data, da qui l'usanza di prenderli in giro facendo loro trovare regali vuoti o scherzi goliardici. I malcapitati venivano chiamati "sciocchi di aprile" e veniva dato un biglietto con scritto "poisson d'avril" che significa appunto "pesce d'aprile"


Questa, invece, la mia versione "golosa" del pesce d'aprile che con carote, olive nere, formaggio si rifà al pesciolino Nemo tanto amato da grandi e piccini!

TORTINO DI PATATE CON MONTE VERONESE E SPECK

Oggi per la ricetta del giorno scomodiamo il formaggio più famoso della mia zona o meglio, di tutto il Veneto, ossia il MONTE VERONESE, che malgari esperti e di lunga generazione producono sulle nostre montagne utilizzando latte dei pascoli della zona più settentrionale di Verona.
La presenza di questo formaggio si perde lontano nel tempo ed era talmente prezioso da diventare merce di scambio. Ora delizia i palati e ci permette ricette sfiziose come il tortino che vi propongo oggi.
La lavorazione odierna del Monte Veronese oggi si distingue in due tipi di formaggio: latte intero o d'allevo a seconda di una diversa preparazione e stagionatura. Avremo così un formaggio più delicato e morbido con il Monte Veronese latte intero perchè la stagionatura è breve, infatti viene mangiato dopo 25 giorni di maturazione.
Dal sapore più deciso, quasi piccante, il Monte Veronese d'allevo preparato con latte parzialmente scremato e consumato dopo almeno 3 mesi ma la stagionatura può protrarsi anche fino 1 anno. 
Abbinato, come prevede l'iniziativa di questo mese, al vino Durello, tipico della nostra zona, è un ottimo antipasto. 

RICETTA: MEDIA
TEMPI: 45 minuti

Ingredienti:
2 patate
formaggio Monte Veronese latte intero
speck
piselli
sale, pepe

Preparazione:
Iniziamo la preparazione di questo piatto cuocendo molto le patate, tanto da essere poi schiacciate facilmente con una forchetta.
Spadellate i piselli in padella per alcuni minuti, infine frullateli con un pò d'acqua di cottura e pizzico di sale e pepe.
Quando le patate sono pronte e schiacciate prendete un pirottino, ungetelo con un pò d'olio prima di stendervi un pò di patate. A metà mettete il formaggio a scaglie e ricoprite con altre patate a fare un tortino. Andrà in forno per 8 minuti circa.
Stendete la salsa di piselli a specchio sul piatto, rovesciate il tortino sul piatto e decorate con fettine di speck. 


lunedì 27 marzo 2017

UNA RICETTA DA ROMANZO E VISITA IN CANTINA

Nasello allo Spumante

La ricetta di oggi parte da lontano; qualche mese fa leggevo “Il ristorante degli chef innamorati”  di Ben Bennet e mentre mi appassionavo alla storia dei due protagonisti immaginavo che piatti potessero preparare.
Finalmente arrivata a conclusione del romanzo trovai le ricette dei piatti menzionati nella storia.
Eureka, pensai! Avrei avuto la possibilità di unire due grandi passioni: la lettura con la cucina.
In realtà ne ho aggregata anche un’altra, ossia la mia voglia di scrivere e di parlarvi di una storica realtà del territorio veronese come la Cantina Gini Vini di Monteforte d’Alpone perchè la ricetta prevede l'uso di vino bianco.
Non racconterò la trama del libro altrimenti svelo troppo, ma vi posso anticipare che la storia è ambientata in Normandia e quindi il vino utilizzato è francese. Mi sono permessa una piccola personalizzazione del piatto, italianizzandolo con un vino prosecco veronese.
Quando visiti Cantina Gini Vini si viene  subito accolti da un clima familiare che mette a proprio agio e fa si che si venga assorbiti dall’atmosfera di casa e dai colori delle colline veronesi.
La cantina che si snoda sotto le colline di Monteforte d’Alpone, provincia est di Verona, ha origini antichissime. Si deve andare indietro fino al 1600 per trovare traccia della fam. Gini negli annali del territorio. Già in quel tempo possedevano i terreni che poi daranno i vini che conosciamo oggi. Il nonno Olinto iniziò a produrre vino, racconta la nipote emozionata, che vendeva lui stesso sfuso alle osterie passando con il proprio carretto. I tempi poi cambiarono e i figli iniziarono l’attività di imbottigliamento agli inizi degli anni ’80 fino ad arrivare ad esportare vino in America e Cina, oltre che Europa.
Dalle terre coltivate dalla fam. Gini in Monteforte  e Campiano, intorno a Soave, arrivano sulle nostre tavole vino bianco Soave, Pinot nero, Recioto; vini che derivano da attenta analisi del terreno, dei tipi di uva  e della conservazione. Ho scoperto, per esempio, che il vino Soave non può stare in barrique nuove perché il sentore del legno sarebbe troppo forte e altererebbe il profumo del vino.
Tra poco nell'atmosfera di Vinitaly Cantina Gini Vini sarà presente in Villa Alessandri a Dossobuono di Verona con i suoi pregiati vini da degustare.



Venendo alla nostra ricetta: ho preparato un piatto di pesce raffinato ed essenziale profumato al vino spumante.

RICETTA: MEDIA
TEMPI: 20 minuti

Ingredienti:
tranci di Nasello
finocchio
vino spumante
olive verdi
sale, pepe

Preparazione:
Lavate il pesce e tagliatelo a tranci. Asciugatelo con carta da cucina.
Mondate il finocchio, lavatelo e tagliatelo a fettine sottili, tenendo da parte le barbine verdi.
Fate rosolare le fettine di finocchio in padella, aggiustate di sale e pepe e  versate 1/2 bicchiere di spumante.  
Adagiate il pesce e coprite per la cottura.
Se necessario aggiungete qualche mestolo di brodo vegetale o meglio sarebbe di fumetto di pesce per portare avanti la cottura.
Quando il pesce è cotto, toglietelo dalla padella e impiattate.
Finite la cottura del finocchio aggiungendo le barbine verdi e le olive finemente tritate che andrete stendere sopra il pesce.



venerdì 24 marzo 2017

RADICCHIO FIORITO


Quando un ortaggio è decorativo come il radicchio variegato di Castelfranco con le sue larghe foglie beige a macchioline viola diventa facile decorare la tavola. Con pochi altri particolari come pomodori e peperoncini rossi per dare colore, margherite e fiori di prato, la composizione è presto fatta. Ideale per una tavola all'aperto, stile countychic o picnic primaverile.


TORTELLI AL SALMONE RICOTTA E MELISSA

Oggi i tortelli al salmone li mangiamo così: ricotta, melissa, spolverati di zenzero.
Il gusto delicato del salmone abbinato alla freschezza della melissa per un primo che parla tutto veronese, sapete perchè?
Perchè i tortelli sono "sfogliavelo" di Pastificio Giovanni Rana pronti in pochissimi minuti e buonissimi. Straordinaria l'invenzione di Giovanni Rana di "alleggerire" il lavoro delle massaie facendo trovare tortellini, sughi e pasta già belli pronti nel banco frigo, senza dover fare tanta fatica.
E perchè l'erba che ho usato è la melissa coltivata sul Monte Baldo, territorio veronese, raccolta e lavorata dai ragazzi de La Bottega dello Speziale che intendono portare avanti un lavoro di identità del territorio valorizzando spezie e prodotti delle nostre montagne e un messaggio sociale per aiutare i ragazzi con alcune difficoltà. Quindi, si mangia e si fa del bene!!!
Venendo a noi, preparare questi tortelli è stato davvero molto semplice, vi mostro come ho fatto!

RICETTA: FACILE
TEMPI: 10 minuti + cottura tortelli

Ingredienti:
sfogliavelo al salmone
ricotta magra
melissa
zenzero
sale

Preparazione
Lavorate la ricotta fino a diventare una crema.
Ammollate l'erba melissa in un pò d'acqua avendo cura di strizzarla prima di metterla insieme alla ricotta e tenere solo le foglie.
Mescolate insieme alla ricotta e salate un pochino.
Cuocete i tortelli, bastano pochi minuti, scolateli e passateli in padella con la salsa di ricotta.
Infine cospargete con polvere di zenzero.



lunedì 20 marzo 2017

IL VERONAMISU'

Immaginate il classico tiramisù... Siamo a Verona pochi giorni prima di Vinitaly, la fiera più importante per il vino, al posto del caffè non potevo che usare del vino rosso e come coppetta un calice.
Ecco come nasce VERONAMISU' un dolce al cucchiaio che parla tutto veronese, per questo ho coniato questo nome che lo contraddistingue e richiama il famoso dolce rivisitato in chiave scaligera con prodotti del mio territorio: il vino della Valpolicella e l'erba melissa del Monte Baldo.
Che ve ne pare?


Il calice di Veronamisù è composto da pavesini leggermente inzuppati in vino rosso Valpolicella, un vino dal colore rosso rubino brillante, vivace e armonico, proveniente dalle zone collinari di Verona, che ho precedentemente ridotto con dello zucchero. Una crema delicata e profumata di ricotta e mascarpone con erba melissa de La Bottega dello Speziale proveniente dal Monte Baldo, granella di mandorle e per finire buccia d'arancia candita che rende più agrumato il calice e si sposa bene con il sapore fresco della melissa e l'aroma del vino rosso.
Prodotti quindi del mio territorio, eccellenze di cui andare fieri che si sposano bene insieme creando un dessert leggero e ricco di identità territoriale.